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Domenica Redavid

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Cile: le forti piogge concludono drasticamente la stagione dell'uva da tavola

Sembrerebbe ancora prematuro fare previsioni sugli effetti delle forti piogge e delle conseguenti inondazioni che si sono succedute nello scorso fine settimana, anche se le primissime indicazioni riguardano alcune colture come uva, pomacee, kiwi e noci. A sostenerlo è Fedefruta -  l’associazione di coltivatori di frutta cilena – che in un comunicato, tramite le dichiarazioni del suo presidente Juan Carolus Brown Bauzá, avrebbe dichiarato definitivamente conclusa la stagione dell’uva da tavola.  Un’annata regolare, infatti, la fine di aprile avrebbe determinato in media la fine della raccolta di prodotto anche per quanto riguarda le sue varietà più tardive, raggiungendo in alcuni casi addirittura anche la fine di maggio. Le recenti piogge, al contrario, avrebbero obbligato il comparto a chiudere la stagione 2016 dell’uva da tavola prima del previsto. Il bilancio di Fedefruta, dunque, è piuttosto amaro, considerando che la produzione che era stata lasciata potrebbe avere, d’ora in poi, problemi di natura fungina o relativi alla decomposizione a causa dell’eccessiva acqua.

Diversa è la situazione per i raccolti di mela e pera, iniziati nel mese di febbraio nella regione di O' Higgins, dove secondo l’organizzazione si continuerà ugualmente anche nel caso in cui ci fossero difficoltà, per i produttori, ad entrare in campo a causa della grande quantità di pioggia. Rispetto ai kiwi, invece, che sono stati raccolti a partire dal mese di marzo, secondo Brown la produzione dovrà essere sottoposta a trattamenti chimici per evitare possibili macchie derivanti dall’acqua. Anche per le noci, la situazione non è molto positiva: da una parte quelle che sono a terra andranno perse, dall’altra quelle che sono ancora sugli alberi dovranno sottoporsi a un processo di essiccazione, che modificherà inevitabilmente il loro valore commerciale. Diverse sono state anche le segnalazioni a FedeFruta da parte dei coltivatori delle zone di Buin e Paine nella regione di Metropolitana, in cui si sono registrati 242 mm di pioggia durante il fine settimana. Secondo il gruppo, tuttavia, sarebbe O'Higgins la regione più colpita, e questo richiederà un impegno maggiore. 

 

Fonte: www.freshfruitportal.com

Traduzione e riadattamento a cura di Tablegrapes.it

 

Perù: Vanguard International acquisisce Challapampa

Nuova acquisizione per la sede di Washington di Vanguard international, che ha preso nelle sue fila uno dei principali coltivatori peruviani di uva, agrumi e melograni, ottenendo anche il controllo delle due aziende Agricola Challapampa s.a.c. e Agricola Milagritos s.a.c. Conosciuti comunemente come Challapampa, le due imprese coprono 500 ettari di produzione nel distretto di Ica. La manovra di acquisizione è arrivata sette mesi dopo che la sede newyorkese di Blue Road Capital aveva investito 250 milioni di dollari americani di finanziamenti per la crescita commerciale di Vanguard internazionale in termini di frutta e verdura. In un comunicato, Vanguard avrebbe evidenziato che Challampampa era diventato uno dei più ricercati tra i fornitori del mercato globale con una selezione di etichette ben note e richieste, tra cui Red Tiger, Red Rabbit, Golden Horse, Sweet Crane e Pampa Fresh. Il portfolio del gruppo, per quanto riguarda l’uva da tavola, comprende le proprietà di diverse cultivar senza semi e Red Globes, mentre per gli agrumi il gruppo è concentrato sui mandarini Tango. La raccolta di uva da tavola, in particolare nella regione di Ica, è generalmente programmata da metà novembre fino alla fine di marzo.

"Siamo entusiasti di accogliere Challapampa e di continuare i nostri rapporti commerciali con questo leader di settore a livello mondiale," avrebbe affermato il CEO di Vanguard Craig Stauffer in un comunicato. "Siamo orgogliosi di essere associati a Challapampa e non vediamo l'ora di aumentare la nostra impronta nel Perù per migliorare la nostra capacità di fornire ai nostri clienti in tutto il mondo." Interessanti e ambiziose anche le prospettive del gruppo, che intende continuare ad investire ulteriormente in Challapampa, concentrandosi su numerosi altri impianti da stabilire sulle superficie in acri. A proseguire nel percorso di crescita commerciale in veste di consulente generale per la sede peruviana di Vanguard e per l’Agricola Challapampa sarà Frank Michell, mentre Darío Núñez continuerà come vice presidente delle imprese agricole. "Siamo impegnati a garantire una transizione fluida e una perfetta integrazione di tutte le entità così come abbiamo fatto in questa emozionante partnership tra Challapampa e Vanguard," ha sotolineato Michell nel comunicato. "Questo è l'inizio di molte strategiche sinergie tra la comunità produttiva crescente del Perù e i leader mondiali di Vanguard International”, ha aggiunto Núñez.

Fonte: www.freshsfruitportal.com

Traduzione e riadattamento a cura di Tablegrapes.it

 

Danni da botrite: l'OP Puglia&Natura verso una polizza assicurativa

Istituire una polizza assicurativa per coprire gli eventuali danni derivanti dagli attacchi della botrite, più comunemente definita “muffa grigia”: è la proposta dell’OP del sudest barese Puglia&Natura, i cui componenti si sono riuniti, nei giorni scorsi, attorno ad un tavolo di lavoro per definire gli indirizzi del provvedimento e dialogare con i rappresentanti dei settori coinvolti nell’iniziativa. Obiettivo primario dell’incontro è stato quello di porre le basi per stilare un protocollo d’intesa tra la compagnia assicurativa Cattolica e i produttori, sulla scorta del monitoraggio e delle competenze tecniche messi a disposizione dalla società di consulenza agraria Agriproject. “È fondamentale dare il giusto significato a questo incontro, che ci dà l’opportunità di iniziare ad agire come un vero e proprio sistema”, ha evidenziato l’agronomo Tonio Romito, “dal momento che si tratta di una OP monocolturale, nata in un territorio che è sinonimo di viticoltura da tavola. Per questo, la nostra esperienza può costituire un esempio per altre realtà, nonché un modello di sistema nel sistema.” Partire dalla condivisione di un progetto, dunque, per creare le condizioni in cui i viticoltori possano trovare terreno fertile in termini sia produttivi sia commerciali, fronteggiando una patologia controversa quale è la botrite. A condizionarne gli attacchi, infatti, sono una serie di fattori, tra cui la temperatura e l’umidità, che associati al prolungamento della stagione produttiva e del suo concentrarsi nei mesi di ottobre – novembre, possono determinare una maggiore suscettibilità del prodotto. E neanche un’opportuna strategia di difesa, accompagnata da una valida componente agronomica, può prevedere il verificarsi degli attacchi della cosiddetta “botrite tardiva”. “All’interno di un ciclo produttivo molto ampio, che inizia a giugno e termina a novembre, pur rispettando le buone pratiche agronomiche, la protezione dalla botrite risulta molto difficile. E gli strumenti che abbiamo a disposizione, non sempre possono fornire un valido sostegno. Per questo, una dinamica del genere potrebbe essere oggetto di materia assicurativa”, ha evidenziato Romito. Un gap dimostrabile sia scientificamente sia istituzionalmente: “rimanendo nell’ambito degli strumenti della difesa integrata validati dalla Regione puglia, il numero di sostanze attive sia di natura chimica sia di natura microbiologica non solo è risicata, ma l’integrazione di esse non riesce neanche a garantire all’agricoltore, in determinate condizioni, l’assoluta assenza della malattia. Ogni ciclo produttivo è incerto, e qualsiasi strategia nei confronti della botrite non ha mai assicurato la certezza di produzione che invece è presente per altre patologie”, ha commentato Antonio Mastropirro (Agriproject).

A livello assicurativo, dunque, la soluzione potrebbe risiedere nella stipula di una polizza di copertura dei danni: requisito fondamentale, per accedervi, è la valutazione del rischio, all'interno di una struttura organizzata ed aggregata quale è quella dell'OP, che fornisca allo stesso tempo un servizio di monitoraggio della patologia, garantendo ai produttori la stabilità del reddito e il contenimento dei costi del provvedimento. "Serve stilare un elenco delle condizioni minime di accesso al protocollo", ha evidenziato il presidente dell'OP Vito Pavone, "perché solo in questo modo possiamo creare uno strumento utile ed accessibile per l'agricoltore, ma nello stesso tempo a garanzia per la compagnia assicurativa." Si è dichiarato ampiamente soddisfatto dell'incontro, in conclusione, il presidente dell'OP Vito Pavone, soprattutto in considerazione dell'interesse mostrato dalla Cattolica Assicurazioni ad avviare nell'immediato l'attività sperimentale. “Solo in un sistema organizzato, le compagnie sono disposte ad assumere il rischio, garantite da strutture tecniche capaci di monitorare puntualmente e con modelli previsionali l'insorgere di fitopatie”, ha evidenziato alla fine Pavone.

 

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Cile: a rischio l'uva destinata all'Asia a causa delle piogge abbondanti

Le piogge inaspettate che si sono abbattute nei giorni scorsi nel Cile centro-settentrionale potrebbero avere un impatto rilevante sulla campagna di esportazione dell'uva da tavola dal paese verso l’Asia. Mentre il bollettino ufficiale con la stima dei danni non è ancora stato reso noto, Fedefruta ha individuato nelle piogge del 5 aprile, in particolare tra le zone di Coquimbo e di Maule, potrebbero aver avuto un effetto quanto mai negativo. Si contano i danni, dunque, i cui esiti saranno diffusi nei prossimi giorni con chiarezza e maggiori informazioni. Una particolare condizione di preoccupazione ha destato la produzione della cultivar Red Globe nella zona di Higgins, attualmente nella fase di raccolta. Secondo l’import manager di Eachtake (Cina) Juan Pablo Zhang, la qualità dell’attuale Red Globe non sarebbe sufficiente per le richieste del mercato asiatico, e questo causerebbe un alto livello di ritorno del prodotto nel paese esportante. Se da una parte, infatti, i prodotti chimici possono essere applicati per prevenire l’attacco dei fitopatogeni, dall’altra la qualità dell’uva spedita dopo le piogge sarebbe stata seriamente compromessa rispetto a quella precedente alla calamità abbattutasi. Una cosa è certa: se le piogge dovessero continuare e nelle stesse quantità, gran parte della frutta andrà persa. Secondo le osservazioni di Zhang, per le varietà apirene come Crimson o Autumn Royal, ad esempio, le abbondanti precipitazioni influenzeranno senza dubbio la loro qualità, limitando così la loro spedizione sui mercati dell’America Latina invece che su quelli asiatici.

Secondo il presidente di Uva Nova Carolina Cruz, le piogge sarebbero state nettamente superiori alle aspettative: i rapporti dalla regione di Valparaiso avrebbero registrato l’inizio delle piogge intorno alle 14. In alcune zone, sarebbero caduti addirittura 10 mm di acqua, mentre la grandine avrebbe creato uno strato sul suolo. Ma ciò che preoccupa maggiormente sarebbe la zona di Aconcagua, dove attualmente si sta procedendo alla raccolta di varietà Red Globe e Crimson: la prima, infatti, sarebbe più debole e meno resistente alle piogge rispetto alla Crimson. Già nei giorni successivi alle piogge si era osservato uno stato di putrefazione sulla pianta, a causa dell'elevata umidità. Una situazione molto complessa, quella che si prospetta, le cui conseguenze più probabili sul prodotto potrebbero essere patologie funginee come botrytis e marciume acido. Molto, tuttavia, dipenderà dalle condizioni successive alle precipitazioni, considerando altresì il fatto che il raccolto di Red Globe era stato completato per metà.

Nessun commento, invece, da parte dei produttori, che si sono chiusi nel silenzio della sorpresa: nessuno, infatti, si aspettava tali piogge intense, né il fatto che si sarebbe abbattuto più di 1 mm di pioggia. Fondamentale, in questo momento, sarà attivare il giusto e necessario supporto chimico e osservare come si evolvono le condizioni delle varietà che sono ancora in campo. 

Fonte: www.freshfruitportal.com

Traduzione e riadattamento a cura di Tablegrapes.it

 

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