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De Florio(Cons.Uva IGP):"Ok del Ministero, bastano modifiche statuto per ripartire"

In evidenza De Florio(Cons.Uva IGP):"Ok del Ministero, bastano modifiche statuto per ripartire"

Modifiche in vista per lo statuto del Consorzio dell'Uva di Puglia Igp. Dopo una serie di verifiche fatte con il ministero delle Politiche Agricole, è emersa la necessità di procedere al solo adeguamento dello Statuto del Consorzio per renderlo funzionale ai nuovi obiettivi. Per questo il Presidente del Consorzio, Francesco De Florio, convocherà presto l'assemblea dei soci per prendere atto della volontà ministeriale e procedere alle modifiche statutarie necessarie.Prima dell'assemblea De Florio convocherà ovviamente il consiglio di amministrazione per "prendere atto -dichiara a Tablegrapes.it-dell'indirizzo del Ministero che presto sarà comunicato formalmente dopo che ci è già stato anticipato il suo contenuto in queste ore". Dell'argomento, risoltosi  positivamente ieri 16 aprile, De Florio ha già parlato nei giorni scorsi a Bari nel corso di un incontro con i soci Apeo, l'associazione degli esportatori ortofrutticoli pugliesi guidati da Giacomo Suglia. Dunque grazie alle modifiche statutarie che saranno presto all'esame dell'assemblea il Consorzio oggi esistente potrà riprendere operatività piena come Consorzio di Tutela della Igp per trasformazione dell'organismo costituito a suo tempo. Un risparmio nei tempi non da poco:la Igp infatti deve recuperarne molto.  

esclusiva di tablegrapes.it 

 

 

Per saperne di più.

I Consorzi di tutela nascono come associazioni volontarie, senza finalità lucrative, regolamentate dall'articolo 2602 del Codice Civile, promosse dagli operatori economici coinvolti nelle singole filiere con la precisa funzione di tutelare le produzioni agroalimentari Dop e Igp.
Tali prodotti, ritenuti meritevoli di particolare protezione giuridica, vengono inseriti in specifici regimi di qualità istituiti e regolamentati dalla normativa comunitaria, e risultano iscritti nell'apposito registro europeo delle DOP (Denominazioni d'Origine Protette) e IGP (Indicazioni Geografiche Protette). 

L'art. 14 della Legge 21 dicembre 1999 n. 526 stabilisce che ai Consorzi di tutela riconosciuti dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) siano attribuite funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale delle Indicazioni Geografiche.

Nello svolgimento della loro attività essi possono: 
a) avanzare proposte di disciplina regolamentare e svolgere compiti consultivi relativi al prodotto interessato; 
b) definire programmi recanti misure di carattere strutturale e di adeguamento tecnico finalizzate al miglioramento qualitativo delle produzioni in termini di sicurezza igienico-sanitaria, caratteristiche chimiche, fisiche, organolettiche e nutrizionali del prodotto commercializzato; 
c) promuovere l'adozione di apposite delibere contenenti accordi, approvati dal Mipaaf e privi di qualsiasi contenuto anticoncorrenziale, tra operatori economici che beneficino di una stessa IG e tendenti ad una corretta programmazione produttiva in funzione delle esigenze del mercato; 
d) collaborare, secondo le direttive impartite dal Mipaaf, alla vigilanza, alla tutela e alla salvaguardia della DOP e della IGP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio delle denominazioni tutelate e comportamenti comunque vietati dalla legge; tale attività è esplicata ad ogni livello e nei confronti di chiunque, in ogni fase della produzione, della trasformazione e del commercio. 
Al fine di coadiuvare le competenti Istituzioni nel perseguimento dei suddetti obiettivi, il DM del 12 ottobre 2000 istituisce un sistema di collaborazione degli organismi consortili con l'Ispettorato centrale repressione frodi (ICQRF).  
 
Agli stessi Consorzi sono inoltre affidati gli importanti e delicati incarichi della gestione dei marchi e contrassegni come segni distintivi della conformità ai disciplinari di produzione delle DOP e IGP.

Con due diversi decreti emanati il 12 aprile 2000 e con successive integrazioni, il Ministero individua i criteri di rappresentanza negli organi sociali dei Consorzi di tutela delle DOP e delle IGP ed emana disposizioni generali relative ai requisiti di rappresentatività, a seconda della filiera produttiva di appartenenza.
La normativa in questione stabilisce, tra l'altro, che un'associazione per ottenere il riconoscimento ministeriale debba dimostrare la partecipazione nella propria compagine sociale dei soggetti che rappresentino almeno i 2/3 della produzione verificata dall'organismo di controllo e ritenuta idonea alla certificazione. 

Ai Consorzi di tutela sono in sostanza attribuiti importanti compiti istituzionali, ed essi intervengono in rappresentanza e a tutela di tutte le imprese che partecipano alla produzione della denominazione, siano esse consorziate o meno. 
L'articolo 14 della Legge 526/99 e il DM 410 del 12 settembre 2000 prevedono che i costi derivanti dall'attività del Consorzio siano posti a carico dei soggetti che vi aderiscono nonché di tutti produttori e utilizzatori, anche se non aderenti, individuati con criteri definiti da apposito regolamento ministeriale.
 
Da ultimo, il ruolo degli organismi consortili viene rafforzato dalle disposizioni entrate in vigore a seguito del varo del Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento Europeo e del Consiglio. La novità introdotta all'articolo 45 contempla l'effettivo riconoscimento dei ruoli e delle responsabilità dei gruppi di produttori ai quali vengono attribuite ampie prerogative e viene assegnato il compito di contribuire alla protezione e alla promozione delle DOP e IGP, oltre che supportare lo sviluppo del settore. A tal fine viene previsto che gli Stati membri possano incoraggiare la formazione ed il funzionamento dei gruppi sul proprio territorio. 

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Bari

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