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Mercato Italia

BARI-Annata difficile, complice maltempo e peronospera, per l'uva da tavola pugliese. Già in primavera, in sede di fioritura, il maltempo ha fatto la sua parte negativa ed ora, terminato il taglio della varietà Vittoria, si punta ad un possibile recupero, da metà/fine settembre, per la "Italia".

Ottimi segnali invece per l'export delle uve apirene, complice la flessione produttiva di Spagna e Grecia, con quotazioni franco partenza fino a 2 euro al kilo. Discorso a parte merita la Russia con danni stimati, per la sola uva dell'area jonica, di 50 milioni sui 200 complessivi di produzione lorda vendibile. Fino a che è stata venduta, la Vittoria ha raggiunto, in media,  i 60 centesimi al kilo, già confezionata, insomma “una debacle-spiega Donato Fanelli, operatore agricolo di Conversano.“La varietà Italia va un po' meglio con 50 centesimi, in media, alla pianta, cui aggiungere il confezionamento”.Tirano dunque le uve apirene, destinate al mercato estero per il 90%, e a quello domestico per la parte residua. La sau coltivata ad aprirene aumenta grazie alla conversione di vecchi impianti e la superficie complessiva ha raggiunto più del 10% del totale, quasi 3.800 su 35.000 ettari, secondo dati Ismea. “La Puglia è sempre più protagonista sulle uve apirene-aggiunge Fanelli. Non dobbiamo però tradire le  varietà  autoctone, come la Italia su cui continuare ad investire in qualità e con impianti coperti per passare dai 50 centesimi di media al kilo per quella sotto rete agli 80/90 centesimi di quella sotto tunnel”. Dal sud barese al nord barese, altro polo pugliese di produzione dell'uva da tavola.Nell'agro di Trani, dove la Op Secondulfo (fatturato 2013 circa 20 milioni) commercializza uva ottenuta da 110 ettari, destinata per il 90% all'Italia e per la parte residua alla Francia. Oltralpe crescono le quotazioni della Pizzutella, in media 25/30 centesimi in più rispetto al 2012, in tutto 2,30 euro franco arrivo, destinazione Parigi. “In questo mercato vorremmo raggiungere,entro il 2015 -spiega Salvatore Secondulfo - il 25% del nostro fatturato totale”.La qualità del prodotto è comunque complessivamente buona.Le difficoltà di mercato ci sono, ma occorre insistere, approfittando anche della minore produzione di uva verificatasi in Spagna e Grecia”.

Ultima modifica ilSabato, 20 Settembre 2014 13:27
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