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Vincenzo Rutigliano

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ISMEA, 100 milioni per investimenti nel settore agroalimentare: pubblicato bando

 
 


 
 
A partire dalle ore 12 del 20 febbraio 2019  e fino al 20 maggio 2019 è aperto il bando per il finanziamento di investimenti nel settore agroalimentare.I progetti di investimento possono riguardare la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari, e devono essere presentati sulla base dei criteri, delle modalità e delle procedure definiti dal DM 12 ottobre 2017 del Mipaaft.L’intervento dell’ISMEA consiste nell’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato (pari al 30% del tasso di mercato) per investimenti compresi tra i 2 e i 20 milioni di euro.I finanziamenti possono essere richiesti da società di capitali, anche in forma cooperativa, che operano nella produzione, nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e alimentari, nella distribuzione e nella logistica.
L’obiettivo è quello di rafforzare la competitività del settore agroalimentare favorendo la modernizzazione delle imprese attraverso l’innovazione tecnologica, lo sviluppo e la creazione di nuove strutture produttive, l’internazionalizzazione e la crescita delle esportazioni con lo sviluppo di piattaforme logistiche e distributive.“Si tratta – afferma il Direttore Generale dell’ISMEA, Raffaele Borriello - di un intervento pubblico particolarmente importante per il rilancio degli investimenti nel settore agricolo e agroalimentare, che si colloca in un momento cruciale per l’economia del nostro Paese, dove i soggetti pubblici sono chiamati al massimo sforzo nel convogliare risorse in investimenti per favorire la crescita del PIL.”Per accedere ai finanziamenti è necessario presentare sul portale dedicato ISMEA la domanda di ammissione, corredata dallo studio di fattibilità, dal programma degli investimenti e le relative previsioni economiche-finanziarie.
 
 
per i dettagli:
https://strumenti.ismea.it/

  

Uva da tavola, accordo a Berlino per gruppo di contatto europeo

A Fruit Logistica è stata trovata un'intesa per costituire a livello europeo il Gruppo di contatto per il settore dell’uva da tavola tra i rappresentanti spagnoli, portoghesi, francesi, greci e italiani."Finalmente siamo riusciti a raggiungere questa importante intesa - spiega Donato Fanelli, coordinatore del Comitato Uva da tavola dell'Organizzazione interprofessionale Ortofrutta Italia - L'incontro è stato positivo, abbiamo condiviso una linea d'azione e, per la componente italiana era presente anche il dottor Cherubini del ministero e il Cso, che ha coordinato questo momento da un punto di vista tecnico. Ci siamo dati appuntamento in estate a Murcia per la vera e propria costituzione del Gruppo di contatto: noi, come Paese, abbiamo dato la nostra disponibilità ad essere presenti e parte attiva di questo processo".Gli obiettivi più immediati, come spiega Fanelli, sono tre: gli aspetti fitopatologici, l'armonizzazione comunitaria degli standard richiesti dalla Grande distribuzione organizzata e il catasto europeo dell'uva da tavola.

"Non è possibile che la Spagna, da sola, possa andare in Cina a vendere uva e noi no: non ci si deve muovere univocamente, ma come Europa, insieme. Anche le relazioni con la Gdo devono essere armonizzate. Poi andrà finalmente definito il catasto: dobbiamo sapere quanta uva da tavola e di che tipologia abbiamo in Europa. E' un parametro di riferimento fondamentale per intavolare con la Gdo il discorso dei programmi di fornitura".

Asso Fruit Italia: Internazionalizzazione sì, ma si sblocchi il canale Cina

 “Innovazione, biologico, nuova Pac, gli argomenti trattati in fiera.  E soprattutto internazionalizzazione quindi export che per arance bionde, uva da tavola e ciliegie continua ad essere un limite per quanto riguarda il canale cinese, tanto via mare quanto via aerea. Negli incontri B2B avuti il 6 Febbraio scorso nella trattoria lucana ‘La Muntagnola’, nel cuore pulsante di Berlino, con i buyer cinesi avremmo dovuto chiudere accordi commerciali,  tuttavia le lentezze burocratiche del loro governo al momento impongono l’ingiustificato stop. E’ necessario, fin da subito, che i protocolli relativi alle suddette colture siano analizzati contestualmente a quelli di altre produzioni come le pere e le mele già all’attenzione delle preposte autorità. Non ha senso attendere e creare una paralisi, come già accaduto con le arance bionde,  che inibisce pesantemente i produttori di regioni come la Puglia, la Basilicata, la Calabria. Confidiamo -  e siamo ottimisti - nel supporto dei competenti ministeri italiani affinché accelerino gli iter necessari”, così Francesco Nicodemo presidente di Asso Fruit Italia (AFI) ha commentato  la tre giorni di Fruit Logistica a Berlino per questo 2019.Andrea Badursi, direttore generale AFI, ha aggiunto: “La parentesi relativa al biologico non si è affatto chiusa a Berlino, infatti la prossima settimana saremo presenti a Norimberga nella prestigiosa vetrina del Biofach. Asso Fruit Italia, con l’impegno degli associati, ha avviato una serie di iniziative che vanno dalla produzione alla valorizzazione e dunque alla commercializzazione dei prodotti biologici di cui c’è forte richiesta. La nostra intenzione, condivisa con tutto il management AFI, è consolidare la presenza sui mercati con questa tipologia di prodotto”.

 

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